Una sorpresa.

Mai rientrata in Africa dopo cosi poco tempo, ma soprattutto mai rientrata in uno stesso luogo.

Nessuno sa di questo rientro se non tata Susanna, la fondatrice della Maison (orfanotrofio per 11 bimbi) .

C’è chi dice che questo non è viaggiare, in effetti questo è seguire il proprio cuore. SI esatto, io ho deciso seguire il mio cuore, che questa volta mi ha riportato di nuovo in Africa.

Da Malpensa iniziano le mille problematiche solite per chi viaggia, il peso delle valigie, il controllo passaporto, il biglietto di ritorno (che stavolta non ho) e il visto. Per non dimenticare la lunga attesa per il controllo bagagli ed io che mi imbarco praticamente per ultima.

Ho detto ultima.

Nemmeno quando stavo perdendo il volo di rientro da Londra con Vanessa, la mia amica estetista ero l’ultima.

Mi siedo di fianco ad una signora di colore che scopro dopo poco che viaggia anche lei verso Lomé. Inutile dire che siamo diventate sorelle (come dicono in Africa)in poco tempo. L’ho lasciata dopo il controllo visto all’aeroporto di Lomé. Qui in Africa é cosi, le anime buone si riconoscono, spesso si incontrano per non lasciarsi più..

Fuori dall’aeroporto, due valigie e zaino in spalla, riconosco l’auto di Pasteur (il taxista fidato della Maison), scende François, che stupito, mi corre incontro e mi abbraccia. Susanna, mi è mancata cosi tanto che la stringo a me per qualche minuto. Pasteur ha capito non era aria ed ha scelto mettere i bagagli in auto. 😉

Siamo a casa, Pasteur posteggia come sempre qualche centinaio di metri prima dell’ingresso, gli chiedo di NON suonare il clacson (come fa sempre all’arrivo di un nuovo volontario). Una sorpresa è tale fino in fondo. Sono le 14 e i bimbi dormono (penso). Scendo dall’auto e scelgo di farmi vedere prima da Antoinette, la cuoca ed invece è Blessing (la bimba piu piccola, la mia preferita) che mi corre incontro come mai, nuda (si stava docciando), ma un sorriso gioioso è apparso sul suo viso…l’amore! Quanto mi è mancato il suo sguardo.

Non vedo Davie, riposa nella camera, decido di svegliarla. Ennesima sorpresa.

“Toc, Toc” e mi risponde “E’ un sogno, sto sognando, vero?”

Io sorrido ed entro, l’abbraccio.. bello sapere che qualcuno ti aspettava. Ma ti aspettava davvero.

Fulbert arriva nel primo pomeriggio a casa, dopo la mattinata a scuola..Io non me ne accorgo, stavo accendendo il fuoco, mi guarda, mi guarda ancora e mi chiede se sono io e perché ho tagliato i capelli. Visino stranito e incredulo, va a cambiarsi ed inizia la doccia più lunga del mondo..fatta di continui “Tata Francesca”-“Tata Francesca” e mille sorrisi. Felice, mi continua a chiamare, vuole giocare con me.

Alle 17 circa iniziano ad arrivare i 7 più grandi. Tutti stupiti, increduli, ma io felice, sorpresa riuscita.

Devo ringrazaiare Susanna che non ha detto nulla a nessuno del mio rientro. Voleva anche lei fare una sorpresa a tutti. Grazie Tata Susanna.
Ed è questo ciò che conta: riuscire a sorprendersi, ancora, sempre, anche delle piccole cose.

Alla fine è questo cio che conta: emozionare e sorprendersi, in fondo significa vivere.

Adoro fare le sorprese, adoro riceverle, adoro emozionarmi e far emozionare qualcuno.

Ricordo ancora tutte le sorprese fatte ad A. il mio ultimo compagno, ogni giorno avevo qualche idea, per il compleanno, per Natale, passeggiavo per negozi e si accendevano mille lampadine per nuove sorprese.

Dal calendario di Natale al “lucchettamento di casa”.

Non è stato in grado di apprezzarle..

Credo che sia finita anche per questo ; ).

Adoro fare le sorprese anche alle mie amiche, ad una in particolare che so che le apprezza molto. Lei è Francesca. Ogni volta che trova qualche mia sorpresa in valigia o in borsa è uno spettacolo. Ciao Franci!

[dropcap size=small]E[/dropcap]siste forse qualcosa di più bello che essere stupiti?

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