Il Togo in pillole e scatti di parole è:

  • verde;
  • cascate;
  • la polizia in mimetica blu;
  • l’indice del  fuori dal finestrino per comunicare un posto libero in auto;
  • Auto omologata per 5, ma almeno 7 effettivi;
  • tramonti che tolgono il fiato;
  • il sorriso;
  • pipistrelli alle 18:00;
  • il taxista che ti offre una banana acquistata sulla strada per te;
  • un camion ribaltato in strada;
  • aiutare l’auto rimasta ferma per “solidarietà”;
  • il cielo illuminato dalla luna e dalle stelle;
  • i canti serali delle tribù del villaggio;
  • il rospo in doccia;
  • radici di alberi incastonati nel terreno;
  • “bien arrivée, ça va”?
  • les tapettes;
  • moto in 3 o numero superiore;
  • “eicho- lo, yo-lo”;
  • rasta;
  • legno;
  • colore;
  • ragggaebar;
  • zanzare;
  • il gallo che canta alle 3 di notte sotto la tua finestra;
  • camminare al buio con le torce;
  • chilometri di formiche;
  • l’abbraccio di un bimbo che nemmeno ti conosce;
  • accendere il fuoco;
  • doccia fredda;
  • bucato a mano;
  • cadeau;
  • tata.

Tata la parola che ho sentito forse maggiormente in questi mesi. Tata racchiude in se un insieme di magia, felicita, gioia e calore umano. Tata chiamata per risolvere un litigio, Tata chiamata per fare la doccia, tata chiamata perché non trova il suo piatto, Tata per chiedere un abbraccio, una coccola una carezza.

In questi due mesi ero tata Francesca, beh il che non mi dispiaceva, anzi una volta a casa posso dire che mi manca.

 

Commenti

commenti

A proposito dell'autore

Post correlati