Come quasi tutte le sere, ma una sera qualunque, sono a tavola con altri volontari, le maitresse dell’associazione e si chiacchiera.

Stasera pasta all’italiana, sughetto di pomodorini e tonno. Un po’ di Italia anche in Togo.

Tra la papaya e la tisana al “Gambi’” (pianta mai sentita prima d’ora, che adoro), la mia bocca crea parole che suonano cosi: “forse è proprio questo che in Italia mi manca: l’umanità”.

Si, ci ragiono un decimo di secondo ed è la mia risposta definitiva.

L’accendo.

Si, ecco una cosa che mi mancava in Italia.

In Italia non esistono più i valori (o meglio, stanno svanendo) che qui in Togo sono basilari, come l’amicizia, l’amore, il semplice rispetto.

Tutti, o quasi, in Togo appena ti incontrano ti salutano, ti chiedono se stai bene, se la famiglia sta bene e se i bambini crescono.

Tutti hanno sempre, o quasi, il sorriso stampato sulle labbra, nonostante le mille problematiche che, magari incontrano giornalmente.

Tutti, se riescono, ti aiutano, in qualsiasi modo, senza chiedere nulla in cambio. Si, perché quando riesci a non aspettarti nulla da nessuno e da nessun evento puoi dire di vivere davvero assaporando la vita, altrimenti sono continue aspettative che potrebbero deluderti.

Basta solo pensare che, qui in Togo è usanza appena entri in una città, villaggio, casa che sia, il secondo saluto dopo il “buongiorno” è il “benarrivato”.

Tra ragazzi ci si saluta con una stretta di mano, che diventa poi un pugno che va dritto al cuore.. non perdo nemmeno tempo a scrivere cosa può significare un gesto del genere.

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